陳靜惠(Chén Jìng-huì)


La mia fortuna è di avere una moglie come 陳靜惠(Chén Jìng-huì). 
Gingina, come la chiamo io, mi ha sempre supportato e aiutato in tutte le cose che ho fatto a Taiwan. Non ho difficoltà ad ammettere che quello che sono riuscito a fare e a conseguire in questi 13 anni a Taiwan è attribuibile in gran parte a lei.
Tra di noi è sempre esistito ciò che in cinese viene definito come 緣分 yuánfèn, ossia una sorta di corrispondenza cosmica.
Adesso, con questa nuova avventura ortobotanica, mi sto rendendo conto che, anche in questo caso, dall'orto senza il suo aiuto non avrei avuto nemmeno la metà di tutto ciò che ho ottenuto.

Lei si impigrisce se non viene stimolata. Ma quando si mette in gioco, prende in mano la situazione e, a costo di intere notti insonni, deve arrivare al suo obiettivo. Ciononostante, c'è una cosa alla quale non sa rinuciare: caffettino e dolcino! Possibilmente su un comodo divano a chiacchierare per ore con me (o meglio con un'amica).
Gingina è metodica, fa le cose con una costanza e una progressione impressionanti. 
All'inizio ero io che volevo l'orto, ero io che avevo questo interesse di coltivare ortaggi, mentre lei era assolutamente disinteressata alla cosa. Gingina, pur essendo una gran cuoca, non aveva mai pensato di procurarsi le verdure in altri luoghi diversi dal mercato.
Tuttavia man mano che ha cominciato a frequentare l'orto, ha preso l'iniziativa e il controllo totale delle operazioni, tanto che oramai io praticamente mi limito a fare quanto da lei previsto e programmato. 

Ha scritto un diario con ogni singola operazione fatta nell'orto: quando abbiamo seminato, quando e quanto abbiamo raccolto, le dosi per fare il fertilizzante, le quantità usate ogni singola volta, i repellenti per i parassiti, quando, come e dove usarli, etc...
Il suo diario ormai è un'enciclopedia del giardinaggio. Una referenza indispensabile. Ci sono già alcuni vicini di orto che chiedono di poter consultare il diario o perlomeno di avere dei consigli su come fare.
Gingina in principio non sapeva nulla di giardinaggio. Quando ha deciso di accettare questa avventura ha cominciato a studiare con determinazione impressionante. Libri, internet, domande a contadini più esperti, etc... Alla fine sono convinto che ne sa più di molti che sono lì da anni a coltivare per hobby e che non hanno voluto o saputo approfondire come ha fatto lei.
Ma Gingi del resto è sempre stata così.
Questa donna è una che si annoia a fare sempre le stesse cose, vuole la 挑戰 tiǎo zhàn, la sfida. Imparare cose nuove, vivere in posti nuovi, fare esperienze diverse. 
Un po' forse l'ho influenzata io con la mia attitudine fuggitiva. In effetti cambiare sempre e ricominciare daccapo è la storia della mia vita e mi rendo conto che probabilmente è anche la storia della sua, almeno da quando mi conosce.
Nella nostra storia insieme siamo passati dal Giappone all'Inghilterra, poi dopo un breve periodo in Italia siamo venuti a Taiwan, poi in Cina e poi di nuovo un altro breve periodo in Italia. Si badi bene, in nessuno di questi spostamenti abbiamo fatto i turisti. Ci siamo sempre trasferiti per lavoro. In Inghilterra per esempio la progressione di Gingi è stata sbalorditiva.
Appena arrivata era una semplice studentessa senza lavoro. Poi ha cominciato con il fare la cassiera da McDonald's, questo le ha permesso di ottenere un conto corrente bancario e il tanto ambito NIN (national insurance number) senza il quale non si può lavorare legalmente nel Regno Unito. Meno di due mesi più tardi era già collaboratrice esterna del Taiwan Trade Center. Dopodiché, ha fatto un ulteriore salto di qualità, è stata assunta da un'importante filiale di una banca taiwanese a Londra, la Hua Nan Bank. Poi, siccome trovava il lavoro noioso, ha deciso di licenziarsi. 
Attitudine geniale! Un lavoro per il quale molti sarebbero disposti a qualsiasi cosa (lavorare in una banca a Londra), lei lo ha letteralmente buttato nel cesso. Gingina vuole fare quello che le piace e la banca non le piaceva. Allora alla fine ha trovato una scuola per cinesi residenti nel Regno Unito dove quello che doveva fare era insegnare il cinese ai figli degli immigrati. 
Insegnare. Questo è il suo vero lavoro. Gingina in realtà è un'insegnante. Questo è il lavoro connaturato alla sua indole: condividere con gli altri quello che sa e crescere nella conoscenza delle cose; io stesso ho imparato molto da lei.
Gingina poi è una che non si demoralizza. Quando un lavoro finisce, quando si cambia paese e si ricomincia daccapo, lei non batte ciglio e, rimboccandosi le maniche, riparte.

Gingi ha un'indole buddista e pensa sempre al suo prossimo. Quando qualcuno ha bisogno di lei, per esempio qualche familiare e in ospedale, lei va ad accudirlo notte e giorno senza pensarci due volte. Tuttavia, quando tocca a lei a essere ricoverata in ospedale, mantiene un silenzio assoluto e non fa sapere niente a nessuno fino a quando non viene dimessa. Lei si prende cura da sola di se stessa e non ha bisongo di nessuno. 
Gingi è forte. Negli anni, si è sottoposta a tre operazioni delicate, ma ogni volta, già dal terzo giorno di degenza, era lì che scalpitava per poter uscire di nascosto a fare quattro passi fuori dall'ospedale, così da poter andare a fare 慶祝 qìngzhù (tradotto: spassarsela) con me; come sempre, come ogni giorno ci piace fare. Si perché ogni giorno deve essere una festa, questo è il nostro mantra.   

Siamo oramai in una simbiosi perfetta. Sempre in cinese c'è un termine che spiega molto bene la nostra corrispondenza: 默契 mòqì, che significa muto intendimento, comprensione immediata senza bisogno di parole. Siamo talmente all'unisono che la gente non ci concepisce più come individui distini, ma piuttosto come 鴛鴦 yuānyāng l'anatra mandarina, una specie di anatre che stanno sempre in coppia. Infatti, quando le persone che ci conoscono mi vedono in giro da solo, la prima cosa che mi domandano non è come va o che fai, bensì dov'è tua moglie? E non finisce lì; c'è addirittuara chi comincia a dire che abbiamo sempre più fattezze simili. 你們兩位長得一樣 nǐmen liǎng wèi zhǎng dé yīyàng (siete uguali), forse ciò è dovuto al fatto che vivendo sempre insieme abbiamo comiciato ad assumere l'uno l'atteggiamento e l'espressività dell'altra.
È anche vero, poi, che in certe cose ci completiamo a vicenda. Per esempio, lei è un asso in cucina e non ha una grande considerazione delle mie capacità culinarie. Per tale ragione, è sempre lì a rimproverarmi quando sono io tra i fornelli. Allo stesso modo, però, lei è assolutamente negata con tutto ciò che attiene alla tecnologia e all'informatica, in questi casi mi prendo le mie rivincite. 
Indoli diverse e diversi talenti ma, unendo le forze, siamo un team potente.  
Che dire? Gingina, alla fine, mette sempre al vertice delle sue priorità e dei suoi pensieri me, per non farmi mai sentire troppo solo nel mio pazzo mondo. 
Lei è così, mi segue ovunque io vada. Ad esempio quando io volevo fare i tour enogastronomici, lei si è presa il patentino di accompagnatrice, poi quando sono passato a lavorare nei ristoranti nelle vesti del pizzaiolo 馬叔叔 Mǎ shūshu (zio Ma) era lei ad organizzare tutti i miei corsi di pizza. 
E anche nello sport mi segue sempre. Lei, che tendenzialmente è una poltrona, quando ho cominciato a fare nuoto è diventata subito una nuotatrice provetta e lo stesso per le escursioni in collina a 大坑 Daken dove ora conosce ogni sentiero. 
Adesso, con questo avventura dell'orto, non stupisce il fatto che Gingi sia diventata un'esperta di coltura biologica.
Alla fine, se dovessi pensare ad un immagine per raffigurare la nostra coesione, penserei a una situazione quotidiana classica, ossia noi due in motorino, magari mentre trasportiamo una tavola o un oggetto ingombrante per il nostro orto. 
Io davanti a guidare e lei dietro a farsi portare, ma sempre pronta a indicarmi la strada qualora dovessi perdere la via.   

Gingina è la moglie ideale.





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