Una vasca per paperino

Oggi sono felice perché la mia è un’oca giuliva.

Non sopportavo più di vedere paperino (che ho sempre più il sospetto si tratti di una paperina!) gironzolare per il pollaio in cerca di acqua, rubando quella dei polli e ricevendo anche qualche beccata dalle galline indispettite.
Pertanto, dopo essermi procurato una vasca ho provveduto ha scavare una buca per porcela dentro, Mentre ero indaffarato a svolgere il mio compito "erculeo", gli altri compari provvedevano ad allargare il recinto della parte di pollaio adibita all’oca (dobbiamo separare le gallina dall’oca perché altrimenti la bullizzano e aggrediscono, a volte anche in modo brutale...).
E allora eccomi lì a scavare la fossa (ma non la mia, almeno per questa volta). 
Un duro lavoro sotto il sole, ho sudato sette camicie. Tuttavia, quando dopo aver sistemato la vasca l’abbiamo riempita, la soddisfazione era palpabile.
Dopo il lavorone di scavo, la parte più importante e delicata era quella di convincere paperina ad entrare nella sua nuova casa, con tanto di vasca tutta per lei. Le oche del resto amano lavarsi giocherellando immerse nell’acqua. Quest’oca, però, da quando è nata fino ad oggi, è cresciuta in un pollaio e quindi senza poter mai nuotare e immergere la testolina nell’acqua (come tutte le oche amano fare).
Ecco allora che dopo un po’ di riluttanza, paperina si è avvicinanta titubante giungendo fino al bordo della vasca, ma senza il coraggio di fare l’ultimo passo: il tuffetto...
"Quanta acqua ... ma sarò capace di nuotare?" È evidente che, di fronte a questo dilemma, è rimasta bloccata lì, incapace di decidere. 
Insomma, aveva bisogno di un aiutino, di una piccola spintarella, appena percettibile ma decisiva per farla crescere. Un po’ come un buon genitore farebbe con il proprio figlio impaurito di fronte alle prime sfide della vita.  

E allora gliel’ho data io quella piccola spintarella, una spintarella che è valsa una vita, tutta la vita di un’oca.

Appena caduta nell’acqua ha cominciato ad agitare le zampette insicura e impaurita, ma poi nel giro di pochi secondi è emersa con la forza della natura, i movimenti si sono fatti più controllati ed eleganti, l’animale si è ritrovato nel suo ambiente, si è rilassato e ha cominciato a godersi l’acqua.

Guardandola, sono stato attraversato da un brivido di felicità. 
La mia vita si è riempita di un senso ...
... e proprio in quel preciso instante, di fronte all’immagine di un’oca giuliva nell’acqua, ho veramente avuto l’impressione di toccare Dio.

È amore anche questo.





Commenti

Post popolari in questo blog

陳靜惠(Chén Jìng-huì)

Il fogliame a copertura